Pagamento quota anno 2019 Albo degli autotrasportatori

Resa nota, da parte del Ministero delle Infrastrutture, la misura del contributo per l’anno 2019 che le imprese iscritte all’Albo nazionale degli Autotrasportatori devono corrispondere entro il prossimo 31 Dicembre 2018 al Comitato centrale per l’Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi.

Il pagamento va effettuato esclusivamente attraverso il sito www.alboautotrasporto.it mediante il quale, accedendo con le proprie credenziali, si dovrà visualizzare l’importo da versare e procedere in tal senso mediante due modalità alternative:

1- ONLINE attraverso l’apposito servizio “Pagamento quote” presente nel sito provvedendo mediante carta di credito, carta Postepay, conto corrente BancoPosta online;

2- TRAMITE BOLLETTINO POSTALE CARTACEO PRE-COMPILATO sempre attraverso l’apposito servizio “Pagamento quote” presente nel sito, ma mediante stampa del bollettino che dovrà successivamente essere pagato presso un qualsiasi Ufficio postale e i cui estremi saranno automaticamente trasferiti sul Portale dell’Albo senza alcuna altra azione da parte dell’impresa di autotrasporto.

Pagamento quota anno 2019 Albo degli autotrasportatori: importi dovuti

La misura della quota dovuta per l’anno 2019 è determinata mediante la somma di tre importi:

1- La quota fissa di iscrizione pari a euro 30,00;

2- La quota variabile (da euro 5,16 fino a 5 veicoli a euro 516,46 oltre 200 veicoli) in relazione alla dimensione numerica del proprio parco veicolare;

3- Un’ulteriore quota (da euro 5,16 per veicoli con massa da 6.001 a 11.500 kg a euro 10,33 per veicoli con massa superiore a 26.000 kg) per ogni veicolo di massa superiore a 6.000 kg.

Si ricorda che la prova dell’avvenuto pagamento deve essere conservata dalle imprese per eventuali controlli e che nel caso in cui non venga effettuato il versamento entro il prossimo 31 Dicembre 2018 è prevista la sospensione dall’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori, qualora trascorsi tre mesi dalla ricezione di regolare diffida non si proceda ad effettuarlo.

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