Invio telematico dei corrispettivi

Memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi

I commercianti al minuto e soggetti assimilati di cui all’art. 22, DPR n. 633/72 saranno tenuti all’obbligo di memorizzare elettronicamente ed inviare telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 1 Gennaio 2020 ovvero dal 1 luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari 2018 superiore a euro 400.000,00 (con verifica di casi particolari quali multiattività o inizio dell’attività nel 2018 o nel 2019).

Memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi: esoneri

Il DM 10.5.2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 18.5.2019, n. 115, ha individuato una serie di fattispecie di esonero, per il primo periodo di applicazione delle disposizioni in esame, dando comunque la possibilità ai soggetti esonerati di memorizzare ed inviare comunque i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Gli esoneri si riferiscono :

1) alle operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, e successive modificazioni e integrazioni, e dei decreti del Ministro dell’economia e delle finanze 13 febbraio 2015 e 27 ottobre 2015 le cui fattispecie più frequenti sono le seguenti:

  • cessioni di tabacchi e di altri beni commercializzati esclusivamente dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato;
  • cessioni di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione;
  • cessioni di prodotti agricoli effettuate dai produttori agricoli che applicano il regime speciale di cui all’art. 34, comma 1, DPR n. 633/72;
  • cessioni di beni risultanti dal documento di cui all’art. 21, comma 4, terzo periodo, lett. a), DPR n. 633/72 (ddt o documento ad esso assimilabile), se integrato nell’ammontare dei corrispettivi;
  • cessioni di giornali quotidiani / periodici / supporti integrativi / libri, con esclusione di quelli d’antiquariato;
  • somministrazioni di alimenti e bevande rese in mense aziendali, interaziendali, scolastiche ed universitarie nonché in mense popolari gestite direttamente da enti pubblici e da enti di assistenza e di beneficenza;
  • prestazioni inerenti e connesse al trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito di cui all’art. 12, comma 1, Legge n. 413/91, effettuate dal soggetto esercente l’attività di trasporto;
  • prestazioni didattiche, finalizzate al conseguimento della patente, rese dalle autoscuole;
  • somministrazioni di alimenti e bevande effettuate in forma itinerante negli stadi, stazioni ferroviarie e simili, nei cinema, teatri ed altri luoghi pubblici e in occasione di manifestazioni in genere;
  • prestazioni rese dalle agenzie di viaggio e turismo concernenti la prenotazione di servizi in nome e per conto del cliente;
  • cessioni e prestazioni poste in essere dalle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono della disciplina di cui alla Legge n. 398/91, nonché dalle associazioni senza fini di lucro e dalle associazioni pro-loco contemplate dall’art. 9-bis, Legge n. 66/92;
  • cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza, limitatamente a dette cessioni;
  • prestazioni di servizi di telecomunicazione / teleradiodiffusione e di servizi elettronici rese a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione.

2) alle prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, per le quali i biglietti di trasporto, compresi quelli emessi da biglietterie automatiche, assolvono la funzione di certificazione fiscale.

3) fino al 31 dicembre 2019, alle operazioni collegate e connesse a quelle di cui sopra nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, effettuate in via marginale rispetto a quelle di cui sopra o rispetto a quelle soggette agli obblighi di fatturazione ai sensi dell’art. 21 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

Sono considerate effettuate in via marginale le operazioni i cui ricavi o compensi non sono superiori all’uno per cento del volume d’affari dell’anno 2018.

Le operazioni “marginali”, esonerate dall’invio telematico dei relativi corrispettivi, devono continuare ad essere certificate / documentate mediante il rilascio di scontrino / ricevuta fiscale.

Disposizione di favore per i distributori di carburante

Sempre il DM 10.5.2019 prevede che per le operazioni diverse dalle cessioni di benzina / gasolio (cioè la cessione di “altri” beni e le prestazioni di servizi, quali ad esempio il lavaggio auto) i distributori di carburante sono esonerati dall’obbligo di memorizzazione elettronica e invio telematico dei corrispettivi, a condizione che i ricavi / compensi conseguiti dalle stesse NON siano superiori all’1% del volume d’affari 2018.

L’esonero è previsto soltanto fino al 31.12.2019 e per tali operazioni è necessario continuare ad emettere scontrino / ricevuta fiscale (fermo restando che si può scegliere di memorizzare ed inviare comunque i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate).

Come adempiere all’obbligo di memorizzazione e trasmissione se non esonerati

Qualora un contribuente non sia esonerato dalla trasmissione telematica dei corrispettivi per procedere correttamente dovrà dotarsi di un registratore telematico-Rt, di un server telematico, ovvero utilizzare il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Il registratore telematico-Rt deve essere “attivato” mediante accreditamento dell’esercente nonché identificazione del dispositivo con abbinamento alla Partita Iva dell’esercente.

Concluse tali operazioni preliminari verrà generato un QR code da apporre sul registratore telematico-Rt e si potrà procedere all’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate mediante procedura automatizzata al momento della chiusura giornaliera.

In presenza di almeno tre punti cassa per punto vendita sarà possibile optare per un Server Rt che fungerà da punto di raccolta dati dei corrispettivi delle singole postazioni, tale infrastruttura tecnologica però prevede la certificazione del Bilancio d’esercizio e l’adozione del sistema di controllo interno in base al Modello di controllo del Dlgs 231/2001.

Infine, soprattutto nei casi di poche movimentazioni o per sostituire le ricevute fiscali, l’adempimento in oggetto potrà essere effettuato anche utilizzando una procedura web, messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate mediante la quale, tramite personal computer o dispositivi mobili, verrà generato il documento commerciale.

Il nuovo documento commerciale

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi farà venire meno l’obbligo di tenuta del registro corrispettivi e la modalità di certificazione fiscale mediante scontrino fiscale o ricevuta fiscale.

In mancanza dell’emissione della fattura elettronica (vedi infra) per obbligo o per opzione gli scontrini e le ricevute fiscali verranno sostituiti dal nuovo documento commerciale che conterrà almeno le seguenti indicazioni:

  • data e ora di emissione;
  • numero progressivo;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome dell’emittente;
  • numero di partita Iva dell’emittente;
  • ubicazione dell’esercizio;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  • ammontare del corrispettivo.

Tale documento avrà pieno valore civilistico in quanto costituirà titolo per l’esercizio dei diritti di garanzia contro i vizi della cosa venduta ed inoltre, se, su richiesta del cliente, verranno indicati anche la Partita Iva o il Codice Fiscale di quest’ultimo, avrà anche validità ai fini fiscali per la deduzione dei costi ai fini delle imposte sui redditi nonché per la deduzione / detrazione degli oneri rilevanti ai fini Irpef.

La fattura semplificata

L’emissione della fattura (elettronica nella maggior parte dei casi) per obbligo, cioè su richiesta del cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, ovvero in conseguenza di una scelta volontaria del contribuente, fa decadere l’adempimento di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi,

Oltre alla “normale” fattura (elettronica) è possibile optare per la cosiddetta “fattura semplificata” la cui soglia di importo per l’emissione è stata recentemente innalzata a 400,00 euro.

In sostanza fino all’importo (al lordo dell’Iva se prevista) di euro 400,00 un contribuente può emettere una fattura con indicazione semplificata di dati, quali:

  • la sola descrizione dei beni/servizi anziché la loro natura, quantità e qualità;
  • la sola indicazione del codice fiscale / partita Iva / numero identificazione Cee del cliente senza riportare la sua ditta, ragione sociale, nome, cognome, residenza o domicilio.

Il solo ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla.

La fattura semplificata non potrà essere emessa per certificare cessioni intracomunitarie di beni e cessioni/prestazioni nei confronti di committenti debitori dell’imposta in altro Stato UE.

Nell’ipotesi in cui si scelga di emettere la fattura cosiddetta semplificata occorrerà indicare il codice TD07, mentre i codici TD08 e TD09 si riferiscono rispettivamente alle note di credito e alle note di debito semplificate.

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